Risiko

Omaggio a Fernando Arrabal
Di
Andrea Saitta
Regia
Andrea Saitta
Luci
Fiorenza Dado
Scenografie e Costumi
Aurelio Ciaperoni
Gaetano Basile
Musiche
Andrea Saitta
Video
Pietro Vaglica
“Non ci sono più le guerre di una volta con cavalli e spade”: prima i soldati si affrontavano faccia a faccia e il coraggio era la chiave per vincere le battaglie. Ai giorni nostri invece Guerra è sinonimo di “Evento Mediatico”, il tutto deve essere ripreso, mostrato e cinicamente commentato dai media.
Proprio partendo da questo nuovo modo di “fruire” la guerra prende forma Risiko. Qui gli orrori, le contraddizioni e le crudeltà della guerra si trasformano in qualcosa con cui convivere ogni giorno, ed ecco che torturare, posizionare mine antiuomo diventa un divertimento e a volte quasi una routine noiosa.
In scena Martino, soldato semplice, che sembra essere capitato in trincea per caso; lì soffre di una grande solitudine e l’unico amico che riesce a trovare è il suo fucile, Francesco, con il quale gioca e chiacchiera da molto tempo. Martino è fermo all’infanzia, il suo rapporto con quello che lo circonda è quello tipico del clown teatrale: scopre gli oggetti come se fosse la prima volta che li vede e cerca invano di capire le regole di questo strano gioco che è la guerra.
La “tranquillità” della sua trincea viene meno con l’arrivo di Papà e Mamma, venuti a trovare il loro bambino per il classico pranzo domenicale in campagna. Ma mancano ancora due invitati al pranzo: Antonino, soldato nemico di Martino, che nonostante i primi approcci scopre di avere tante cose in comune con il suo nemico; e un Cameraman che, alla continua ricerca di uno scoop, vaga disperato per le trincee senza trarne profitto.
Nel finale, dopo aver trovato il modo di mettere fine a questo gioco noioso, i quattro personaggi si scontrano con la realtà che rimane cruda e non ha tempo per i sognatori.
Risiko: trasformiamo la guerra in un gioco, cinico e divertente.

